Il deputato Ritchie Torres, eletto nel 15° distretto congressuale di New York, nel Bronx, ha presentato questa settimana il Power To The Players Act. Il testo, se approvato, incaricherebbe la Federal Trade Commission di definire norme che garantiscano ai consumatori la proprietà di un videogioco al momento dell'acquisto, in sostituzione dell'attuale concessione di una licenza d'uso.

Il provvedimento interviene su una pratica sempre più diffusa: molti titoli richiedono la connessione a un server per funzionare. Quando l'azienda decide di disattivarlo, il gioco può diventare inutilizzabile. Torres cita come esempio recente NBA 2K25. Il titolo sarà rimosso dagli store digitali alla fine del mese e i relativi server verranno spenti il 31 dicembre, con una forte limitazione della sua giocabilità.
La questione della proprietà dei giochi, e della possibilità di rivenderli, cederli o utilizzarli nel tempo, è tornata al centro dell'attenzione dopo l'annuncio di Sony, che ha dichiarato di voler abbandonare la produzione di dischi fisici nel 2028. Nel comunicato che accompagna la proposta, Torres ha affermato: "Un gioco che può essere sottratto nel momento in cui un'azienda stacca la spina non è un acquisto. È un noleggio camuffato da vendita".
Oltre a riconoscere ai giocatori la proprietà del titolo, e non una semplice licenza di utilizzo, la norma obbligherebbe gli sviluppatori a introdurre una modalità offline prima di interrompere il supporto dei server. Un approccio analogo è contenuto nel Protect Our Games Act, presentato in Pennsylvania dal senatore statale John Kane. Quel testo impone alle aziende, al momento della dismissione di un titolo, di scegliere tra una modalità offline, una modalità online indipendente dai propri server o un rimborso minimo del 25 per cento.
