Censimento dell'industria dei videogiochi nel Regno Unito, i dati sui lavoratori del settore
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
27
Sab, Giu

Abbiamo 1615 visitatori e nessun utente online

Censimento dell'industria dei videogiochi nel Regno Unito, i dati sui lavoratori del settore

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

L'associazione di categoria dei videogiochi nel Regno Unito, Ukie, ha pubblicato i risultati del secondo censimento dell'industria videoludica in UK, offrendo una panoramica sulle abitudine dei professionisti dell'industria anglosassoni.

alternate text

 

Il censimento è stato condotto dall'Università di Sheffield e ha preso come campione 3600 lavoratori diversi per genere, etnia, e identità di genere. Sono state esplorate anche nuove aree di indagine come gli effetti della pandemia sulle pratiche di lavoro nell'industria dei videogiochi e i comportamenti sul posto di lavoro per una comprensione più approfondita del settore. Prima della pandemia, il 66 per cento dei lavoratori nei videogiochi lavorava in ufficio, il 9 per cento da casa e il 7 per cento con un sistema ibrido. Dall'autunno del 2021, l'80 per cento lavora da casa, l'8 per cento solo in ufficio e l'11 per cento in entrambi i luoghi. Solo il 10 per cento degli intervistati preferirebbe tornare in ufficio in futuro, con il 52 per cento che preferirebbe una soluzione ibrida e il 38 per cento che vorrebbe continuare a lavorare da casa full time.

L'87 per cento degli intervistati è orgoglioso e soddisfatto di lavorare nell'industria dei videogiochi, e l'85 per cento lo è in particolare modo di quella UK. Solo il 66 per cento, però, dichiara che l'industria in sé sia l'ideale per lavorare. Il 67 per cento della forza lavoro è composta da uomini, le donne sono il 30 per cento e il 3 per cento è non binario. Il 24 per cento della forza lavoro si dichiara non eterosessuale, un tre per cento in più rispetto a due anni fa. Il 61 per cento degli intervistati è sotto i 35 anni di età. Il 66 per cento della forza lavoro è di etnia caucasica britannica, 24 per cento di etnia caucasica, il 5 per cento è nero, il 2 per cento asiatico, 2 per cento misto e un ulteriore 2 per cento ricade in altre categorie. Per quanto concerne la salute mentale, il 38 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver sofferto di ansia, depressione o entrambe, un aumento considerevole rispetto al 31 per cento di due anni fa. Il 18 per cento soffre di disturbi del neurosviluppo, come autismo o condizioni che affliggono la soglia d'attenzione.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.