Circuito Tormenta di Riot Games, la nuova edizione della competizione che scova i talenti Esports
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Sab, Mar

Abbiamo 2015 visitatori e nessun utente online

Circuito Tormenta di Riot Games, la nuova edizione della competizione che scova i talenti Esports

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Lo scorso 18 marzo ha preso il via il nuovo circuito Tormenta, competizione amatoriale pensata per tutti i fan di Riot Games e League of Legends, Valorant, Wild Rift e Teamfight Tactics. La competizione permetterà ai giocatori non professionisti di sfidarsi in un environment competitivo aperto a tutti, vivendo in prima persona un’esperienza da pro-player.

alternate text

 

Inoltre, per i giochi che già godono di un ecosistema maturo e competizioni a livello professionale nel nostro territorio, il Circuito Tormenta può rappresentare un vero e proprio percorso di crescita e accesso alla carriera professionistica. Abbiamo parlato con Carlo Barone, Supervisor, Brand Management Italy di Riot Games, pochi giorni dopo l'inizio di questa nuova edizione. "Il circuito Tormenta nasce da un format ideato in Spagna nel 2018, ed è partita con League of Legends che ai tempi era l'unico gioco di Riot", spiega Barone ad Adnkronos. "Il circuito nasce dall'esigenza di creare una sorta di percorso per far crescere tutti i giocatori, garantendo una competizione sana e inclusiva. Nel 2021 l'abbiamo portato in Italia con la volontà di creare anche una fucina di nuovi talenti tra i giocatori, che magari si avvicinano per divertimento ma poi possono fare uno step successivo per competere in modo più regolare. Tormenta è uno strumento in questo senso, si può affrontare solo per divertimento o anche per fare del videogioco competitivo una professione".

"L'anno scorso abbiamo avuto un'ottima risposta, soprattutto per quanto riguarda League of Legends ovviamente", continua Barone. "Abbiamo raggiunto circa 6.000 giocatori divisi in 300 squadre tra LoL, Valorant e Wild Rifts. Abbiamo deciso di partire subito con più giochi proprio per costruire una base anche per le nostre novità, e questa scelta ci ha dato subito delle grandi soddisfazioni. La risposta è stata molto forte, tanto che già quest'anno vediamo che le realtà che partecipano sono molto più strutturate. Sebbene League of Legends sia il nostro gioco più famoso, Valorant sta riscuotendo un grandissimo successo anche in Italia, anche se a noi manca tutta l'eredità di Counter-Strike GO che in Italia non è mai stato grosso come all'estero. I giocatori di Counter-Strike si sono riversati su Valorant un po' ovunque, ma da noi è stato necessario comporre la community quasi da zero, e se questo è stato uno svantaggio da un punto di vista, da un altro abbiamo potuto ricominciare da zero e lasciarci dietro alcuni limiti con una risposta davvero eccezionale per il gioco anche in Italia".

Già con la prima edizione il circuito Tormenta si è rivelato una fucina di nuovi talenti Esports. "Il circuito è un format che racchiude una serie di eventi, che creano un ranking che poi qualifica per una lega di alto livello. Il format è inclusivo nel senso che ognuno può creare un evento ricevendo il supporto di Riot", spiega Barone. "Ci sono poi dei tornei più grandi, e uno di questi è stato organizzato a Lucca nella sua fase finale, e nonostante le restrizioni Covid c'è stata una risposta incredibile. I due team finalisti, gruppi di cinque ragazzi che non avevano squadre alle spalle, sono stati subito reclutati e uno dei due gruppi ora è entrato a far parte dei Mkers e rappresenta la loro divisione Valorant . Questa storia rappresenta esattamente quello che ci auguriamo con il procedere del circuito. In Spagna, ad esempio, abbiamo visto persone che partendo dal nulla si sono ritrovati ai livelli più alti di League of Legends, e senza il Tormenta non ci sarebbero mai riusciti. Spero alla fine di questa edizione di avere qualche nuova eccellenza italiana da raccontare, anche perché ne abbiamo veramente bisogno. Il grosso motore della competizione passa dagli spettatori, che naturalmente sono più coinvolti se hanno un personaggio del loro paese da tifare e seguire". Il primo appuntamento dal vivo di Tormenta con il grande pubblico sarà al Comicon di Napoli, in aprile.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.