Stray, la recensione
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19
Ven, Ago

Stray, la recensione

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In un periodo non ricchissimo di giochi tripla A o di IP che offrano qualcosa di nuovo rispetto ai soliti big nel mondo dei videogiochi, Stray dei francesi di BlueTwelve Studio è una boccata di aria fresca che ha immediatamente catturato l'attenzione dei player sin dalla sua prima presentazione.

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L'originalità, a questo gioco indie, non manca: vestiremo infatti la pelliccia e le vibrisse di un gatto randagio, che mentre esplora il mondo con i suoi fratelli cade improvvisamente in un baratro che lo porta in una città popolata da androidi, nella quale gli esseri umani non ci sono più. La città in questione custodisce numerosi segreti, ed è avvolta dal buio perenne e dalla minaccia degli Zurk, mostri grandi come ratti che hanno completamente divorato l'ecosistema in seguito a tragici esperimenti del passato. Toccherà proprio al nostro micio protagonista, una volta fattosi amico il robot senza memoria B-12, riportare tutto alla normalità e svelare il segreto che ha fatto precipitare le cose in modo apparentemente irreversibile.

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Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.