Tritolo sul Parlamento e indirizzo di Draghi: la chat no vax Telegram - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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21
Mar, Set

Tritolo sul Parlamento e indirizzo di Draghi: la chat no vax Telegram

Politica
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"Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro. Basta un piccolo drone pilotato dai tetti di Roma... un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta...non resterà nessuna prova e farà il suo effetto..". Questo il proposito degli attivisti No green pass e No vax indagati dalla Procura di Milano per istigazione a

delinquere aggravata. Nel gruppo Telegram definito “I guerrieri”, non solo il piano contro la Camera ma anche la ricerca dell'indirizzo del premier: "L'appartamento di Mario Draghi è situato al numero...quartiere...questa fonte non è sicura", si legge negli screenshot resi noti dalla polizia. Poi il 5G: "Dobbiamo bruciare le" antenne "5G" perché "sono ben esposte, basta avere la mira giusta dalla distanza. Se ne può mettere fuori uso tanti contemporaneamente così che diventeranno matti nel correre dietro a ripararle".  

L’obiettivo degli attivisti no vax del gruppo Telegram era di “mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale”, “mediante azioni violente”. È quanto si legge nei decreti di perquisizione firmati dal capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili e del pm Piero Basilone. 

I magistrati milanesi hanno disposto la perquisizione personale, di case e auto di 8 membri del gruppo, oltre che l’ispezione dei loro computer, telefoni, archivi informatici e cloud, alla ricerca di “documenti, di qualsiasi natura e dispositivi di qualsiasi tipologia, utili alla ricostruzione dei fatti e delle responsabilità” degli indagati e di altri che “potrebbero aver concorso all’istigazione alla commissione di delitti connotati dalla violenza contro persone e cose, nell’ambito di iniziative volte ad affermare le convinzioni dell’area cosiddetta ‘no vax’”. 

E’ una donna di 53 anni che abita in provincia di Padova l’attivista del gruppo Telegram ad essere stata perquisita dalla Digos di Padova questa mattina, nell'ambito dell'indagine avviata della Polizia di Stato. L’attività della Polizia di Padova, coordinata dalla procura di Milano, è giunta fino a Mestrino, dove abita la 53enne che lavora come cameriera, dopo aver captato alcuni messaggi Telegram che incitavano alla violenza nei confronti di figure istituzionali. In particolare la donna che è stata oggetto di perquisizione questa mattina avrebbe invitato tutti al lancio di uova contro il ministro Roberto Speranza che giovedì scorso avrebbe dovuto essere presente alla festa di Articolo Uno "Pane e Rose", a Padova.  

La visita era poi stata annullata per sopraggiunti impegni istituzionali del ministro. Particolare attenzione della Digos era stata posta anche per la visita dell’ex premier Giuseppe Conte due giorni fa ad Albignasego. Alla 53enne è stato sequestrato il cellulare e altri dispositivi elettronici.