L'infezione da coronavirus in diretta, vista in 3D
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L'infezione da coronavirus in diretta, vista in 3D

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Salute e Benessere
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Studio cinese su Science aiuterà a sviluppare test e farmaci

L'infezione da coronavirus in diretta, vista in 3D
L'infezione da coronavirus in diretta, vista in 3D

 

Osservato in 3D l'intero meccanismo con cui il coronavirus forza le cellule umane per infettarle: il suo 'piede di porco' molecolare è stato fotografato mentre agisce sulla serratura della cellula, studiata per la prima volta nella sua interezza grazie alla tecnica da Nobel chiamata criomicroscopia elettronica. Il risultato, utile a sviluppare nuovi test diagnostici e farmaci contro Covid-19, è pubblicato su Science da Westlake University eTsinghua University, con il coordinamento di Qiang Zhou.

Lo studio arriva a pochi giorni di distanza da un'altra ricerca, pubblicata sempre su Science, con cui i ricercatori dell'Università del Texas ad Austin, insieme all'Istituto americano per la ricerca sulle malattie infettive (Niaid), avevano svelato la struttura 3D della proteina Spike con cui il coronavirus attacca le cellule. Questa sorta di piede di porco molecolare agisce forzando una specifica 'toppa' della cellula che si chiama recettore Ace-2: conoscere la sua struttura è essenziale per la lotta a Covid-19, ma finora nessuno era riuscito a fotografarla per intero.

I ricercatori cinesi hanno raggiunto questo obiettivo usando la criomicroscopia elettronica, una tecnica così rivoluzionaria per la visione delle molecole in 3D che i suoi inventori (Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson) sono stati insigniti del Premio Nobel per la Chimica nel 2017.

Già usata per studiare anche il virus Zika, la criomicroscopia elettronica ha permesso di immortalare l'intero recettore Ace-2 legato a una proteina di membrana che lo accompagna, chiamata BOAT1. Il complesso, che forma l'intera 'serratura' della cellula, è stato fotografato da solo e con il piede di porco del coronavirus in azione (cioè il dominio Rbd della proteina virale Spike).

"Il nostro risultato non fa soltanto luce sul meccanismo di infezione - scrivono gli autori - ma aiuterà anche lo sviluppo di nuove tecniche di identificazione del virus e potenziali terapie antivirali".

Red
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