Covid, lo studio: se pochi non rispettano regole misure inefficaci
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
28
Lun, Set
Visita il sito "il Centro Tirreno.com"
News - Arte e Cultura Eventi
Visita il sito "Nutrizione"
Nutrizione - Salute & Benessere
Visita il sito "La finestra sullo Spirito"
Approfondimenti di Cultura
Visita il sito "Partner"
Partner - il Centro Tirreno

Covid, lo studio: se pochi non rispettano regole misure inefficaci

Covid, lo studio: se pochi non rispettano regole misure inefficaci

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Se anche una piccola parte della popolazione non rispetta le regole comportamentali contro la diffusione del coronavirus, o le rispetta in misura proporzionalmente ridotta rispetto agli altri, le misure di contenimento possono essere inefficaci o addirittura controproducenti.

Covid, lo studio: se pochi non rispettano regole misure inefficaci
Covid, lo studio: se pochi non rispettano regole misure inefficaci

 

E' quanto emerge da uno studio, basato su un modello matematico, condotto da ricercatori dell'Università di Siena, pubblicato su 'Plos One', che ha dimostrato l'influenza del tessuto sociale e l'importanza del rispetto omogeneo delle prescrizioni anti-Covid-19. 

Il gruppo di ricerca, coordinato da Paolo Pin, docente del dipartimento di Economia politica e statistica dell'ateneo, è partito dall'analisi delle politiche di contenimento messe in campo, sulla base di un modello matematico coadiuvato da un sondaggio internazionale dello scorso aprile, e arricchito il modello base dell'epidemiologia Ssi, che misura il fattore di propagazione della malattia, con l'analisi degli aspetti sociali, i network e il numero di contatti tra le persone. Hanno utilizzato per il loro modello i "big data", i numerosissimi dati che quotidianamente generiamo con le nostre attività online o con l'uso del telefono cellulare su mobilità e spostamenti. 

"Il nostro studio - spiegano gli autori - ha mostrato che l'adesione degli individui alle prescrizioni e in particolare la riduzione dell'attività sociale potrebbe non essere efficace se non attuata in modo omogeneo da tutti i gruppi sociali, specialmente da quelli caratterizzati da intensi contatti. Infatti, se coloro che hanno molti contatti li riducono proporzionalmente di meno rispetto a quelli che ne hanno pochi, l'effetto della politica di contenimento potrebbe addirittura ritorcersi contro: la malattia richiederebbe più tempo per estinguersi, fino al punto di diventare endemica. In poche parole, a meno che si riesca a indurre tutti ad agire in modo conforme, in particolare le persone con più contatti, le misure messe in atto possono persino essere controproducenti", concludono. 

Author: Red AdnkronosWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
News: Italia, Estero, Politica, Arte e Cultura, Eventi, Sport, Salute, Tecnologia, Amici Estero

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002
il Cntro Tirreno.it - Salute & Benessere

Seguici anche su Facebook