Covid, lo studio: "Alcuni tumori rendono più resistenti a infezione" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
27
Lun, Set

Covid, lo studio: "Alcuni tumori rendono più resistenti a infezione"

Covid, lo studio: "Alcuni tumori rendono più resistenti a infezione"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Le persone colpite da tumore del polmone e della testa-collo potrebbero essere più resistenti all'infezione da Sars-Cov-2 rispetto alle persone sane.

Covid, lo studio:
Covid, lo studio: "Alcuni tumori rendono più resistenti a infezione"

 

A mettere in luce aspetti sorprendenti sulle interazioni tra Covid-19 e cancro è un lavoro appena pubblicato sulla rivista 'Journal of Experimental & Clinical Cancer Research', frutto della collaborazione tra l’Istituto nazionale tumori Regina Elena, l'Istituto San Gallicano, l’università di Milano e l’università di Chicago. Lo studio prende in considerazione due tipi di tumori: testa-collo e polmone, ovvero i tumori di quegli organi, delle vie aeree alte e basse, maggiormente attaccati dal nuovo coronavirus. Sono stati analizzati i profili di espressione genica di 478 pazienti con tumore della testa-collo, 510 affetti da adenocarcinoma polmonare e 501 da tumore del polmone a cellule squamose.  

I risultati ottenuti dimostrano che le cellule tumorali, rispetto alle cellule normali, presentano bassi livelli di una proteina, TMPRSS2, necessaria per l’entrata del virus nelle cellule: una sorta di protezione all’infezione. I tumori della testa-collo maggiormente aggressivi e con una prognosi più infausta, presentano livelli ancora più bassi di TMPRSS2, e sono quindi ancora più resistenti all’infezione. Responsabili di tale meccanismo sono le piccole molecole di Rna, chiamate microRna, in grado di regolare l’attività dei geni che producono proteine e presenti in alte quantità nelle cellule tumorali. I microRna, potrebbero quindi rivelarsi degli efficaci strumenti terapeutici per contrastare l’infezione da coronavirus. 

"Nel nostro lavoro, – illustra Giovanni Blandino, direttore dell’Unità di oncogenomica ed epigenetica Ire e primo autore dello studio - sono stati identificati un gruppo di 6 microRna presenti in alti livelli nelle cellule tumorali, in grado di bloccare la produzione di TMPRSS2. Questa correlazione inversa tra l’espressione dei 6 microRna e di TMPRSS2 è stata inoltre verificata in un paziente con tumore della testa-collo positivo all’infezione dal Sars-Cov-2".  

"I risultati ottenuti – prosegue Blandino - suggeriscono di apprendere, proprio dagli studi condotti sulle cellule tumorali, i meccanismi molecolari che mediano la resistenza all’infezione da Sars-Cov-2".  

"I microRna inoltre - conclude Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire - già coinvolti in diversi trial clinici per lo sviluppo di nuove terapie mirate per i tumori, grazie alla loro capacità di regolare l’espressione delle proteine coinvolte nella entrata del virus nelle cellule, potrebbero essere degli strumenti terapeutici efficaci per diminuire il tasso di infezione di Sars-CoV-2".