Covid, "più rischioso in gravidanza" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
29
Gio, Lug

Covid, "più rischioso in gravidanza"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

L'infezione da Covid è più pericolosa per le donne incinte e i bambini che portano in grembo. DI qui l'appello a vaccinare. "Valutiamo per le donne in gravidanza la priorità per la vaccinazione contro Covid-19 per preservare la loro salute e quella dei loro bambini", sottolineano degli esperti della Società italiana

di riproduzione umana (Siru) alla quale aderiscono ginecologi, endocrinologi, andrologi, urologi, biologi, embriologi, genetisti, oncologi, medici dei consultori, psicologi e counselor, medici di medicina generale, ostetriche, infermieri nonché giuristi e bioeticisti, sottolineando come "l'infezione da Covid-19 è più pericolosa per le donne incinte e i bambini che portano in grembo" e che "i vaccini attualmente disponibili sono sicuri ed efficaci in gravidanza", come emerge dalle conclusioni di due studi pubblicati di recente su 'Jama Pediatrics' e sul 'New England Journal of Medicine' (Nejm), riferisce la Siru in una nota. 

Il virus - dettaglia la società scientifica - può alterare il corso della gravidanza e danneggiare le madri e i neonati, secondo lo studio di 'Jama Pediatrics', uno dei più grandi condotti su Covid-19 e la gravidanza, che ha arruolato oltre 2.100 donne incinte, curate in 43 centri medici di 18 Paesi diversi, tra marzo e ottobre 2020. E' emerso che le donne con Covid-19 avevano una probabilità maggiore del 76% di soffrire di ipertensione indotta dalla gravidanza, nota come preeclampsia o eclampsia. Non solo. Queste stesse pazienti sono risultate 3 volte più a rischio di sviluppare una grave infezione e 5 volte più a rischio di essere ricoverate in un reparto di terapia intensiva. Undici donne con Covid-19 sono morte, rispetto a una sola donna nel gruppo di controllo. 

Lo studio ha anche collegato l'infezione Covid-19 a un aumento dal 60% al 97% del tasso di parto pretermine e, nelle pazienti infette con febbre e mancanza di respiro, a un aumento di 5 volte delle complicanze neonatali come immaturità dei polmoni, danni cerebrali e altri disturbi. Circa il 13% dei bambini è risultato positivo al virus e il parto cesareo è stato collegato a un rischio più elevato di trasmissione. L'allattamento al seno, al contrario, non sembra collegato al contagio. "Questi risultati sottolineano l'importanza di includere le donne incinte nei gruppi a cui dare priorità nella vaccinazione anti-Covid e di limitare la loro esposizione ai malati", dice Antonino Guglielmino, presidente Siru. 

"Poiché i vaccini anti-Covid approvati non sono stati testati su donne in gravidanza, alcune autorità sanitarie esitano a dare loro la priorità per la vaccinazione", spiega Guglielmino. "Ma come dimostrano gli ultimi promettenti dati, i vaccini risultano efficaci e sicuri anche in gravidanza", aggiunge. Secondo uno studio dei Cdc americani pubblicato sul 'Nejm', i vaccini a Rna di Moderna e Pfizer/BioNTech sono sicuri. Dalla ricerca, basata sui dati di oltre 35mila donne americane, è emerso che il rischio di aborto spontaneo, nascite premature e altre complicazioni per le donne vaccinate è paragonabile a quello osservato nelle donne incinte prima della pandemia. 

"Sono dati molto rassicuranti - specifica Guglielmino - che cerchiamo di condividere con le nostre pazienti che ci chiedono continuamente cosa è meglio fare. In un momento così delicato occorre informare adeguatamente le coppie in attesa o che cercano una gravidanza, che già vivono con ansia e incertezza l'attesa o la ricerca di un figlio", conclude. 

Per questo la Siru ha aperto da qualche settimana uno sportello informativo gratuito, la cui attivazione è possibile contattando il numero 349-0753000 (dalle 11 alle 17) oppure via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.