Cusano (Adoi): 'Psoriasi malattia cronica invalidante, ne 2-3% popolazione'
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Ven, Mag

Cusano (Adoi): 'Psoriasi malattia cronica invalidante, ne 2-3% popolazione'

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - "Il motivo per il quale la psoriasi riveste un'importanza strategica nel campo delle malattie della pelle è che impatta in maniera sostanziale nel modo di essere delle persone affette. La malattia, anche nelle forme meno gravi, cambia completamente la vita di queste persone, modifica il tipo di studio, il tipo di

professione, il tipo di attività ricreativa. E' una patologia che interessa circa il 2-3% della popolazione e circa in un quinto dei pazienti si manifesta con forme fortemente impattanti e invalidanti". Lo ha sottolineato Francesco Cusano, presidente dell'Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi), a margine del convegno 'Psoriasi: cronicità e bisogni dei pazienti' promosso da Apiafco - Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza, tenutosi a Roma presso la Camera dei deputati. 

"La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che nasce da un problema di tipo immunitario - ha evidenziato - C'è un'infiammazione che si sviluppa un certo punto della vita nei soggetti affetti e come conseguenza di questo fenomeno si ha una crescita molto più rapida della pelle, con la formazione di squame e di ispessimenti della pelle su una base di arrossamento. Nei casi più impattanti ciò significa che c'è un interessamento molto esteso in zone significative come il volto, le mani, i genitali. Oppure c'è un interessamento che va oltre la pelle e che può interessare le articolazioni o, in casi più rari, l'apparato gastrointestinale. Secondariamente i pazienti possono sviluppare obesità e malattie del metabolismo". 

Cusano ha poi concluso: "Il dato importante di un'Alleanza per la psoriasi è quello di mettere insieme tutti i protagonisti coinvolti in questa malattia: le associazioni dei pazienti, le associazioni dei consumatori, i politici che incidono sulle decisioni e ovviamente noi medici che siamo gli esecutori. La base va allargata il più possibile". 

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