
"Dobbiamo rimanere vigili, non possiamo distrarci, ne va di mezzo la nostra incolumità personale, in quanto si sono permessi di accusarci di esserci impossessati degli effetti personali di Giulio, temiamo nuovi tentativi di depistaggio e di delegittimazione del lavoro d’investigazione fatto finora". Claudio Regeni, papà di Giulio Regeni, si esprime così a Che tempo che fa sugli sviluppi dell'inchiesta sull'omicidio del figlio in Egitto. "Si è insinuata paura, qualcosa che non avevo prima; confesso che quando attraverso la strada, invece di guardare una volta a destra e una sinistra guardo due volte, o prima di entrare in casa, entro in un certo modo, proprio perché hanno usato certe parole nei nostri confronti", aggiunge Paola Deffendi, la mamma di Giulio.